Facile, Mina…

FACILE MINA, da Raro! di dicembre 2009

MINA-FACILE-2009Facile parlare dell’ultimo lavoro di Mina. Difficile se si hanno a disposizione solo 1.300 battute. LEGGI LA RECENSIONE.

Questa voce è stata pubblicata in musica. Contrassegna il permalink.

10 risposte a Facile, Mina…

  1. Loris scrive:

    Bella! A questo punto non sarebbe male inserire nel tuo blog, in una eventuale sezione retrospettiva in stile LucioGraffiti, il tuo primo articolo per la fanzine di esattamente venti anni fa: si intitolava MINA SEGRETA e molti nostri soci di vecchia data lo ricordano ancora con piacere…

  2. lucio nocentini scrive:

    Eccoti accontentato, caro Loris… Non me lo ricordavo quasi più. Soprattutto a proposito dell’Ave o Maria. Carramba che anteprima!

    Segreta mina… settembre ‘89

    Si decide a tavolino l’uscita del doppio album prenatalizio che la signora interpreta come di consueto magistralmente. A chi può chiedere al riguardo lei commenta il disco con un “Bah, le solite cose…” . L’album esce. Venderà? Sì? No? Ma va’… Poco sembra importare a lei che sgrana gli occhi e non sa cosa rispondere a chi le domanda quali siano le canzoni che ama di più fra tutte quelle incise dal ’58 a oggi. Lei le ha cantate e basta, poi siamo stati noi a tappezzare di ricordi tanti cieli in tante stanze…

    Lei, bella fuori e dentro, sacra, profana, accidiosa fino al punto di farsi odiare, decide che il remake di Io vorrei, non vorrei ma se vuoi non le piace affatto; dunque lo scarta. Fortunatamente non lo “sporca”, anche se è un rischio. E’ già successo che un pezzo inedito, magari ancora in abbozzo, sia uscito dalla sala d’incisione e abbia fatto il giro d’Italia…

    Milano, al ristorante “Il Consolare”. Sono le 19 e lei è lì che mangia e sfoglia il bollettino del Fan club. Un po’ seccata, alla fine sbotta: “Ma come fanno questi a sapere tutte queste cose?”. E’ un settembre molto caldo e lei ne soffre. E’ irrequieta e si sazia rapidamente. Poi decide che non le va di aspettare un amico in ritardo. Addio nella notte, verso Monza. Troppo caldo in città!

    Mina si è ritirata dalle scene e si è nascosta da qualche parte, ma noi continuiamo a chiedere di lei all’amico dell’amico di un amico di famiglia Mazzini. ”Sapete che vorrebbe cantare l’ Ave o Maria?” suggerisce l’ultimo arrivato. Sì, è vero. Lo vorrebbe tanto e prima o poi lo farà. Per il resto, “bah, le solite cose. Lasciatemi in pace, ho chiuso!”. E potremmo rispettare questa sua decisione se non l’amassimo troppo per lasciarla fantasma indisturbata nel labirinto di Lugano.

  3. Remo scrive:

    bello! ma non sarebbe stato meglio inserire questo pezzo in home? un abbraccione…

  4. lucio nocentini scrive:

    Mi sembra puro antiquariato… piuttosto metteri volentieri l’intervista che ho raccolto da Pino Presti, a Milano e che ho dato a Fernando (Fratarcangeli) per il suo splendido Mina Talk…

    Pino Presti racconta…

    L’antefatto si svolse durante la tournée nel 1970. Ci spostavamo preferibilmente in macchina o in treno.
    Si giocava a poker in uno scompartimento ferroviario, certe volte a soldini, io, la Mina, Bernardini, che era il grande patron della Bussola, artefice di quella tournée Mina-Gaber, e Alberto Baldan, che era il pianista dell’orchestra.
    Giocando persi proprio con lei una certa cifra, due o trecentomila lire dell’epoca, non erano maluccio. Era molto brava a carte, sveglia, corretta.
    Arrivati in albergo compilai l’assegno: bussai alla camera di Mina, entrai e dissi: – Ho qui l’assegno da darti.
    - Non ne parliamo neanche. Assolutamente. Non lo voglio.
    - No, l’assegno tu lo prendi.
    - Assolutamente no.
    Andiamo un po’ avanti con questa piccola lotta quando…
    Devo fare un piccolo passo indietro.
    Viaggiando di notte lei aveva sentito alla radio due brani strumentali che io avevo fatto per la Ricordi, e le erano piaciuti.
    Allora ho giocato la carta; – e va bene, ho detto, visto che non vuoi i soldi ti farò un arrangiamento gratis, quando lo vorrai, ma mi deve piacere!
    Lei rise e a quel punto chiudemmo così.

    C’era un pezzo che le era stato arrangiato due volte. Lo voleva buttare via. Ma decise di tentare un’ultima carta con me.
    Vado in Basilica, ascolto la canzone, sento che può esserci qualcosa di forte; effettivamente gli arrangiamenti fatti sapevano di vecchio… si può far fare al pezzo una svolta più moderna.
    Era luglio, ricordo, quando ci siamo salutati… lasciandomi all’uscita della sala Mina mi disse: – Pino, non ti preoccupare. Se io non dovessi fare questo pezzo significa che è sfigato, e allora lo butteremo nel cesso.
    Tutta l’estate fu una vacanza-lavoro con Augusto Martelli: io ero il suo bassista. Provai e riprovai l’arrangiamento, quasi ogni pomeriggio.
    In settembre tornai in Basilica e realizzai la base, come facevo sempre, con i musicisti e così è nacque Grande grande grande.
    Tony Renis sulle prime rimase un po’ perplesso perché immaginava qualcosa di spagnoleggiante. Mina lo ascoltò e fu contentissima. Rimase entusiasta. Il resto è storia.
    Il pezzo ha funzionato e io non sono stato pagato per l’arrangiamento come d’accordo, anche se il delizioso papà Mazzini, previa telefonata, mi fece pervenire un assegno in regalo.
    Per lei comunque io avrei lavorato gratis.

  5. Maurizio Puccioni scrive:

    Eccomi Lucio, come promessoti nella telefonata di poche ore fà.
    Nemmeno io ascoltavo la Callas, un tempo. Fosti proprio tu a rintronarmi con questa strana voce grave e plumbea, in una Casta Diva di non sò più quale incisione, una notte di Capodanno di ventidue anni fà a Kitzbuhel….ti sovviene? Mi innamorai, allora. Di chi magari ancora lo ricorderai, e senz’altro di lei.
    Giorni. E di Neve. Ma non di Baglioni, bensì di Mina. La riascoltavo appena pochi giorni fà, “Giorni” del 77…..il chiarore sul pendìo, il fruscìo e le ciliegie…e Malgioglio che appena un anno dopo ci uccise, tutti quanti, con il grido lacerante di “Ancora ancora ancora”, e ancora ne moriamo…e oggi “Carne viva”. Brava, la Malgiogliona nostra, come dici tu. E brava Mina, tu brava oltre l’mpensabile. Oltre le colline, oltre le lune argentee sui boschi e sulle querce antiche, oltre le sicambri scuri e quel tacco che ho perduto io……
    Brava Mina, io ascolto la Callas, quasi quotidianamente. E ascolto te, da quando ballettavo sul seggiolone se alla radio passavano “Le mille bolle blù”, lo ricorda mia madre. Ma non è necessario tentare un raffronto per dire che ad esser brava, brava, bravissima sei proprio tu.
    Un abbraccio, grande Lucio, sò di essermi dilungato. Spero non troppo.

  6. lucio nocentini scrive:

    Caro Maurizio, mi parli di fatti avvenuti trenta anni fa come se fossero passati tre giorni… Io ti giuro che se non conservassi le fotografie di quella vacanza non mi ricorderei niente! Casta Diva? Si, fu una scoperta sensazionale, allora, ma per quello che mi riguarda finì lì. Tutti i tentativi per farmi piacere la voce della Callas fallirono qualche anno dopo perché i miei amici melomani mi dicevano: questo non lo devi ascoltare perché la registrazione non è buona, quello invece è registrato bene ma lei era “vecchia” e la voce era rovinata. Alla fine la piantai lì e oggi mi ascolto con piacere Angela Gheorghiu…
    La voce della Mina? Per qiello che mi riguarda è completa! Mi capita di ascoltare delle grandi cantanti, ogni tanto, e c’è sempre qualcosa che manca, nel timbro… Per esempio, la Vaughan… eccezionale, si ma le note alte… Oppure la Franklin, straordinaria anche lei, forse un pochino ruvida e poi le note basse… La Streisand, unica, ma la sua voce è sempre uguale… A questo punto per darmi una mano ci vorrebbe Antonio Bianchi. Lui si che la sa lunga in fatto di voce…
    Eppoi, con i dischi di Mina mi è sempre successa una cosa. Ho avuto la sensazione che qualcosina, in ogni disco, l’avesse cantata solo per me, che neanche mi conosce… Hai presente la dea Kalì? Kalì! Non sarebbe male come titolo per un suo prossimo disco…
    P.S. – Ricordo una mega festa a casa tua, tutta optical (in bianco e nero). L’epoca era forse di Italiana… Tu cantavi “Senza fiato lasciami e poi…” io invece avevo riscoperto “Bum, ai! Che colpo di luna, cosa faccio, metto in testa la borsa del ghiaccio…”. Ciao, Lucio.

  7. Loris scrive:

    Remo ha ragione: certe chicche ingiustamente dimenticate meriterebbero l’onore della home page, o una sezioncina tutta loro nel sito. Chissà quante ne hai, Lucione, nascoste chissà dove…

  8. Antonio Bianchi scrive:

    Mi sento chiamato in causa. Ed eccomi qua. La voce della Mina? Non credo sia solo una questione di note basse, di note acute, di bagaglio tecnico… E’ soprattutto una questione di metamorfismo. Mina è un camaleonte. Non ha una sola voce. Ne ha mille. E ogni anno se ne aggiungono altre. Così numerose da vanificare la prevedibilità stessa del suo approccio. Non so se ti è mai capitato di pensare: “Ma che bello se cantasse questa canzone…”. A me è successo con la battistiana “Con il nastro rosa”. Quand’ero ragazzino la desideravo fortissimamente. Nel ’93, Mina l’ha cantata. Ed è stata una somma delusione. E non solo per l’arrangiamento: nella molteplicità di voci e di approcci interpretativi azzeccare le aspettative del singolo ascoltatore ha le stesse probabilità di un terno al lotto. A sedurre sono i pezzi su cui non avresti scommesso una cicca. La Mina “privata”, quella più in sintonia con i gusti del singolo ascoltatore, si scova a casaccio. E la scelta è questione soggettiva. Prova a chiedere a chi conosce a fondo il suo repertorio di stilare una classifica dei brani meglio cantati, o di quelli che hanno suggellato la “passione” o – ancora – di quelli che assecondano di più il gusto personale. Difficilmente troverai titoli doppione. Non succede così con Barbra Streisand, che canta allo stesso modo dall’album del debutto. Difficilmente Barbra delude le aspettative. E il repertorio affrontato è sempre ammantato di un barlume di prevedibilità. Una passione senza scossoni, senza battibecchi, all’insegna di un imperturbabile rispetto. Vuoi mettere Mina? Il ménage sentimentale con la Mazzini è ben più tumultuoso. Abbraccia incanto e insofferenza, sorpresa e delusione. Senza bugie.
    La differenza sostanziale? A ben guardare, la canzone è fatta di personalità omologanti e personalità mimetiche. Non se ne ha una vera consapevolezza, specie al cospetto delle voci più longeve e metabolizzate. Per esemplificarlo bisogna ricorrere alle personalità musicali in nuce. Tu non hai antenna funzionante e non hai guardato l’ultima edizione di X Factor. Ma i curiosi del tuo blog ricorderanno certamente la figura di Damiano, il barbuto. Quello era un esempio perfetto di personalità “omologante”, obbligato a uniformare i repertori più diversificati con un approccio cantautorale. L’estremo opposto, sempre da X Factor, è il vincitore, Marco, capace di adeguarsi ai mondi musicali più eterogenei con camaleontica pertinenza. Esistono personalità riconoscibili poiché sempre uguali e personalità sempre diverse eppur riconoscibili. Ci sono voci solo d’angelo o da diavolo. E ci sono voci d’angelo che sanno diventare diavoli. Billie omologava, rapportando ogni mondo a sé. Aretha spaziava fra sacro e profano, adattando ogni volta se stessa al contesto. E in Italia? Fiorella ha una voce sempre in tailleur. Puoi cambiare il colore e gli accessori, ma sempre in tailleur resta. Mina si adatta a qualsiasi abito. La puoi immaginare sciatta, ricercatissima, da pomeriggio, da sera, da cocktail, vestita da uomo, da donna o da ragazzina, con le ciabatte o il vestitone cangiante della Bella Addormentata disneyana. Ma sempre Mina resta.

  9. lucio nocentini scrive:

    Finalmente la luce! Grazie Antonio, con tutto il cuore e mi fa molto piacere sapere di poter contare sulla tua competenza illimitata in fatto di bel canto. Ma vorrei che non finisse qui…

  10. Lenchik1967 scrive:

    Хочу поделится с вами моей историей! Сама не заметила как [url=http://aviagra.ru]эти прекрасные таблетки[/url], плотно вошли в мою жизнь. Раньше казалось, что это какая-то чисто западная мода. А потом как-то так получилось, что и мужу что-то покупаем, и для себя я что-то взяла. Намного все лучше у нас стало в половой жизни. И обсудить что-то можем, и попробовать новое, да и вообще больше радости стало все это приносить. Замечательно что есть [url=http://aviagra.ru]такие интернет магазины[/url]

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>